“CI CHIAMÒ IL GOVERNO, PROMISERO IL ROCK A UN’INTERA GENERAZIONE!”

Nella sua serie televisiva Life on the Road, Brian Johnson degli AC/DC cammina per le strade di New York con un ospite, parlando delle rispettive carriere, delle scelte artistiche, dei successi e delle sconfitte e raccontando molti aneddoti di vita rock ’n’ roll. Sei puntate in cui attraversa la storia del rock insieme a Nick Mason dei Pink Floyd, Sting, Joe Elliott dei Def Leppard, Roger Daltrey, Robert Plant e Lars Ulrich.

Con il batterista dei Metallica, Brian Johnson ha ricordato un momento unico della loro carriera, il Monster of Rock del 28 settembre 1991 all’aeroporto di Tushino a Mosca, quando 500.000 ragazzi che non sono mai stati ad un concerto rock di una band occidentale si radunano per vedere Metallica, Ac/Dc, Pantera, Queensryche e The Black Crowes.

Un evento storico, che avviene un mese dopo il tentativo di colpo di stato fatto dai militari per fermare il crollo dell’Unione Sovietica. Brian Johnson ha ricordato di aver ricevuto una telefonata dopo un concerto degli AC/DC a Barcellona: «Dovete venire a Mosca, il colpo di stato è finito ma la tensione è alta e abbiamo promesso ai giovani russi il rock’n’roll!».

Anche i Metallica vengono avvisati all’ultimo: «Ci hanno chiamato due settimane prima» ha detto Lars Ulrich, «Il governo aveva negoziato con gli studenti e i giovani, e in cambio loro volevano un concerto rock. Mi hanno detto che sarebbe arrivato mezzo milione di persone». Ci sono anche i militari, incaricati della sicurezza del concerto: «Sotto al palco c’erano uomini armati che spingevano la folla e usavano i manganelli per tenerli sotto controllo, mentre pochi metri sopra le loro teste volavano gli elicotteri. Era una situazione davvero tesa, c’era da avere paura» ha detto Lars Ulrich.

Secondo le testimonianze dell’epoca, però, proprio durante il concerto dei Metallica succede qualcosa di incredibile: i militari smettono di usare la forza, molti si tolgono le divise e si uniscono alla folla. È un concerto che è restato nella memoria di una intera generazione, l’inizio di una nuova era. Brian Johnson era nel backstage in quel momento: «Mi sono detto: devo andare a vedere cosa fanno questi ragazzi”» ha detto a Lars Ulrich, «Potevo vedere al gioia sul volto del pubblico, sono letteralmente andati tutti fuori di testa, eppure erano così tanti che almeno la metà di loro non sentiva nulla». Il primo pezzo dei Metallica è Enter Sandman, il singolo che lancia il Black Album dei Metallica al n.1 in classifica in America e Brian Johnson ha raccontato di essere rimasto impressionato: «A quel tempo tutti pensavano a creare delle categorie, a chiudere la musica in un’etichetta: trash metal, hard rock. Io vi ho guardato è ho pensato: questo è rock ’n’ roll». Lars Ulrich ha ringraziato spiegando: «Devi sempre ricordare che le nostre radici musicali siete voi AC/DC, i Deep Purple e i Led Zeppelin. Noi facevamo hard rock, poi abbiamo solo iniziato a suonare più velocemente». 

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